Conferenza “Un insediamento medievale con la carta della comunità in volgare, la più antica d’Italia: il Breve del 1219”
Venerdì 13 in Aula Magna 1 ore 16 si terrà la conferenza “Un insediamento medievale con la carta della comunità in volgare, la più antica d’Italia: Il Breve del 1219”, tenuta dall’architetto Pietro Pettini, a cura dell’Associazione Archeologica Maremmana.
L’Architetto Pietro Pettini, relatore della conferenza, illustrerà una storia straordinaria che ha interessato un piccolo centro del territorio grossetano. Montieri, oggi, è tra i più piccoli comuni della provincia e della Toscana con i suoi 1.100 abitanti, ma ha nel suo passato una storia di grande rilievo ed importanza. Territorio di boschi e di miniere fu un importante castello nel medioevo per le sue miniere di argento e di rame (donde il nome Mons Aeris), sfruttate già dagli etruschi, fiorentissime dal IX al XIV secolo. Fu conteso per le sue risorse tra i vescovi di Volterra (Pannocchieschi), infeudati dal Marchese di Toscana, i senesi e i medici, che nel 1608 lo eressero in marchesato, e, per le sue ricchezze, l’insediamento urbano assunse una notevole rilevanza, tanto da essere dotato di un circuito murario con torri in filarotto (fine X sec.), di un Cassero, di una Pieve, di una Zecca-fonderia (conio di monete d’argento e rame), di case torri (Biageschi, Narducci, Mazzarocchi, Lambardi ecc.) e di fonti pubbliche, che danno dimostrazione della prosperità economica di chi vi abitava.
La florida situazione economica permise lo sviluppo di una società locale con patti giurati tra le varie famiglie, che produsse tra il 1216 ed il 1222 i cosiddetti brevi che sancirono la nascita di una prima organizzazione comunale. Tra questi, il Breve del 1219 è il più antico Statuto italiano in lingua volgare, preceduto, nel 1158, solo dal documento la Guaita di Travale.
Il Breve rappresenta la nascita e la natura del comune, la conflittualità palese e latente con l’autorità feudale, le norme di regolamentazione interna, i rapporti tra tutti gli uomini di Montieri, senza alcuna distinzione di ordine e stato sociale, di condizione economica, culturale e religiosa. La pergamena favorisce il mutuo soccorso, la solidarietà e la difesa reciproca fra gli associati, regolamenta le magistrature della compagnia in ordine alla loro nomina, durata, competenze, indennità, attenzione per la gestione finanziaria (oggetto di rendicontazione annuale, che non può chiudersi in disavanzo contabile), il richiamo costante ai valori etici di onestà, lealtà e solidarietà e, infine, manifesta i rapporti con il vescovo di Volterra, visto come autorità feudale e, quindi, come potere temporale antagonista al quale viene opposta la dovuta resistenza.

